Azzardo, in Liguria numeri choc: nel 2025 giocati quasi 3,9 miliardi e persi oltre 520 milioni

La Consulta permanente sul gioco con premi in denaro torna a riunirsi a Genova: sotto osservazione la crescita dell’online, il rischio tra i giovani e il regolamento comunale fermo al 2013. Bruzzone: «Necessario aggiornare le regole»

In Liguria nel 2025 sono stati giocati quasi 3,9 miliardi di euro e la perdita effettiva per i cittadini ha superato i 520 milioni. Sono i numeri emersi nel corso del nuovo incontro della Consulta permanente sul gioco con premi in denaro, convocata per la terza volta in nove mesi dal presidente Filippo Bruzzone. Dati che confermano quanto il gioco d’azzardo continui a essere un fenomeno sociale rilevante, con ricadute che non riguardano solo chi sviluppa una dipendenza, ma anche famiglie, comunità, servizi sociali e sistema sanitario.

La Consulta, riattivata nell’agosto 2025, si riunisce con cadenza trimestrale e mette allo stesso tavolo istituzioni, operatori economici, servizi sociali, associazioni e rappresentanti della Regione Liguria. L’obiettivo è costruire un confronto stabile e non episodico su un fenomeno che negli ultimi anni ha cambiato volto, anche per effetto della crescita delle piattaforme digitali e del gioco online, più difficile da intercettare con gli strumenti tradizionali di controllo e prevenzione.

Particolare attenzione è stata dedicata alla diffusione dell’azzardo tra le fasce più giovani e alla necessità di rafforzare le campagne di informazione e sensibilizzazione. Il passaggio dal gioco fisico alle piattaforme digitali rende infatti più complessa l’individuazione dei comportamenti a rischio e impone un aggiornamento degli interventi, sia sul piano educativo sia su quello regolamentare.
Tra gli impegni emersi dal tavolo c’è la revisione del regolamento comunale sulle sale da gioco e sui giochi leciti, adottato nel 2013. Dopo oltre dieci anni, il testo viene considerato non più pienamente adeguato a un settore profondamente trasformato, nel quale le giocate non passano più soltanto da sale fisiche e apparecchi, ma sempre più spesso da smartphone, computer e piattaforme raggiungibili in qualsiasi momento.
«L’azzardopatia è una delle dipendenze più insidiose e trasversali della nostra società. Colpisce persone di ogni età e condizione sociale e richiede un lavoro costante di prevenzione, ascolto e collaborazione tra istituzioni e territorio», spiega Filippo Bruzzone. «Per questo abbiamo voluto garantire una convocazione periodica della Consulta e costruire un percorso che produca risultati concreti».
Secondo Filippo Bruzzone, il quadro attuale impone di intervenire anche sulle regole. «Il fenomeno è profondamente cambiato rispetto a tredici anni fa. Oggi sempre più giocate avvengono attraverso strumenti digitali e piattaforme online. Per questo è necessario aggiornare anche le regole e rafforzare le attività di sensibilizzazione, mantenendo alta l’attenzione sulle persone più fragili e sulle nuove generazioni».
La Consulta tornerà a riunirsi nei tempi previsti per proseguire il confronto e definire le proposte di aggiornamento del regolamento comunale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico a livello cittadino, lavorando su informazione, controllo, tutela delle persone fragili e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
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